Tutti gli articoli di Rosy Di Noia

RICONOSCIMENTI

La foto “Luci e Ombre tra gli alberi” è stata scelta da Luca Bidoli come copertina del suo romanzo “Il silenzio, il buio e le colline” Edizioni Segno. 

 

 

La foto “Patologia” ha vinto la  sfida fotografica con tema “La decadenza – luoghi abbandonati”  sul forum  FotoComeFare.com

 

 

Le seguenti foto sono state esposte all’interno della mostra “Scarpe nel mirino”, ideata dal gruppo fotografico Fisheye di Lurago Marinone (CO)  in occasione della Prima Festa della Fotografia tenutasi al Parco di Veniano (CO).

 

 

Il ritratto di Slash, eseguto a matita, è stato scelto come “Ritratto del giorno” (18/07/18) sul sito www. starsportrait.com

 

 

 

Macrofotografia

 

 

 

La macrofotografia permette di scoprire un mondo completamente nuovo di forme, colori e creature affascinanti e dettagli che normalmente non sono visibili a occhio nudo.
Il modo più efficece per ottenere delle foto interessanti nel mondo macro è quello di utilizzare un ottica con rapporto 1:1. Costruita per fornire una nitidezza elevatissima e distanze molto ridotte.
Se il vostro intento e’ quello di fotografare a distanza ravvicinata oggetti inanimati potete utilizzare obiettivi con distanza focale ridotti, ad eesmpio un 50mm o un 90mm. Il vantaggio di avere una focale maggiore risulta determinante nel momento in cui volete fotgrafare un insetto, una farfalla, una libellula ecc. Soggetti che solitamente non apprezzano la vicinanza di un umano.
Nella macrofotografia a profondità di campo è una delle difficoltà principali . Sono necessari diaframmi relativamente chiusi per avere abbastanza profondità, ma se il diaframma è troppo chiuso la foto peggiora a causa del tempo di scatto lento, sfondo poco piacevole e diffrazione.
Ovviamente allungando i tempi di scatto entra in gioco l’uso del treppiede. Per evitare vibrazioni dovute allo scatto stesso è preferibile utilizzare un telecomando o l’autoscatto. Inoltre è utile per questo genere di fotografie effettuare gli scatti nelle prime ore del mattino, all’alba, in cui la luce è soffusa e morbida e i soggetti sono non sono ancora molto attivi. Più sono lenti o quasi immobili più tempo avrete per comporre la vostra immagine, mettere a fuoco, impostare la macchina.

Personalmente credo che per raggiungere alti livelli in macrofotografia è una grande prova di pazienza, oltre che ad un elevato impegno economico.

Probabilmente con gli strumenti che ho a disposizione non raggiungerò mai livelli ottimali.  Utilizzo una Canon Entry Level e un obiettivo Tamron 90mm. Devo scendere a compromessi tra diaframma, iso, focale e tempi. Sicuramente non raggiungo una qualità di dettagli e nitidezza elevatissimi.  Però mi diverto e sono soddisfatta di quello che riesco ad ottenere con gli strumenti che possiedo.  In più passo il tempo all’aria aperta e scopro nomi e curiosità che, se non fosse per la macrofotografia, probabilmente non mi avrebbero appassionato tanto.

FOTOGRAFIE PAESAGGI A COLORI

Fotografie paesaggi a colori

 

Il fascino di una fotografia è una questione assolutamente soggettiva.

Attraverso i miei scatti cerco di raccontare il momento nel quale, attraverso le luci e le linee, ho vissuto un emozione: tranquillità, nostalgia, solitudine, caos.

Fotografare un paesaggio ottenendo un buon risultato non è così facile. Cercare di trasferire la bellezza di un panorama così come lo si è vissuto, racchiudendolo in un solo fotogramma, a volte può non rendere l’idea. Il difficile è il non cadere nel banale, in una ripresa comune con assenza di profondità. Quando guardiamo un panorama il nostro occhio si muove dal primo piano fino allo sfondo, così da farci percepire la sensazione degli spazi e delle distanze. Nei miei primi tentativi di ottenere uno scatto degno di nota mi mancava sempre qualcosa, risultavano piatti e privi di profondità, come se fosse stato tutto schiacciato e ridotto ad un unico piano. Ho iniziato ad osservare le fotografie di autori paesaggisti cercando di studiarne la composizione. Osservare fotografie di altri, con attenzione, è un modo davvero utile per riuscire a notare le proprie mancanze. Così ho iniziato ad inserire un soggetto in primo piano, come ad esempio un cumulo di massi, una rotoballa di fieno, un papavero, ecc. Con questa accortezza le mie immagini hanno iniziato ad avere una dimensione in più: la profondità.

Per dare dinamismo alla fotografia ho provato a cercare delle inquadrature in cui l’occhio viene spinto verso un punto di fuga. Utile in questo caso la presenza di soggetti verticali paralleli decrescenti, come nel caso dei tralicci della corrente, oppure di un sentiero che converge all’orizzonte, o ancora le linee orizzontali e verticali di palazzi e pavimentazioni.

Infine, imparata la “regola dei terzi”, ho aperto ufficialmente la caccia fotografica paesaggistica : nuvole, temporali in arrivo, campi fioriti, cascate, terreni boschivi ma anche vicoli e piazze ecc.

In ricerca della luce giusta e di una prospettiva accattivante continua il mio viaggio nel mondo della fotografia, in cui non si smette mai di imparare.