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REPORTAGE: CONSONNO

Reportage: Consonno, un sogno d’azzardo.
Le origini, l’antico borgo contadino

Immaginate un piccolo paese immerso nella natura: campi, prati, tanti alberi di Castagno, piccole cascine, qualche mucca, le galline.All’alba, quando il gallo canta, i contadini sono già pronti a svolgere i loro compiti.Lavorare la terra per ottenere porri e sedano, raccogliere le castagne, preparare il tutto per trasportarlo fino ad Olginate, lungo la mulattiera.

Da Olginate i prodotti vengono portati al mercato di Lecco.

E’ così che che i Consonnesi vivono.  Un giorno dopo l’altro. Nella fatica ma anche nella tranquillità.

Case semplici ma accoglienti, situate su un terrazzo panoramico sul Monte Regina, raccolte attorno alla chiesa di San Maurizio. La casa del cappellano, il cimitero, la piccola bottega, le vie strette e ciottolose, i vecchi cortili. E poi i campi. Circa 170 ettari.

Trecento abitanti in un microcosmo abitudinario, avvolto nella quiete della rigogliosa natura circostante.

La novità, una nuova strada

Gli abitanti di Consonno vivono incuranti del fatto che non possiedono le case in cui abitano e delle terre che lavorano. Non è mai stato un problema. Nessun contadino “possiede” nulla. Nemmeno un centimetro di quel borgo in cui risiedono da tempo immemore.  Ogni uomo possiede la sua vita con le mille preoccupazioni ad esse annesse. I Certificati di proprietà li ha la “Immobiliare Consonno Brianzola” . E’ lei che legittimamente detiene il diritto di proprietà di quel piccolo angolo di paradiso.

Siamo negli anni Sessanta. Giunge una notizia, sembra buona: un imprenditore di nome Mario Bagno, un Conte, si è presentato all’Immobiliare e ha comprato tutto. Tutta Consonno.  Pare voglia costruire una strada che arriverà fino ad Olginate. Percorribile con dei mezzi di trasporto più veloci e comodi. Finalmente un po’ di fatica in meno.

La svolta, l’arrivo del Conte

Presto fatto. Il Conte Bagno ha costruito la strada. Da Olginate a Consonno.

La strada che permette alle ruspe di raggiungere il piccolo borgo.

Le ruspe volute dal nuovo proprietario che il piccolo borgo lo vuole far sparire. Altro che belle notizie.

Gli interessa il posto. Non i contadini. Non le piccole vie piene di ciottoli. Figuriamoci le mucche e le galline.

E così, quasi senza nemmeno avere il tempo di portar via i ricordi di sempre insieme a  quattro vestiti, ecco venir giù il muro.

Poi ancora. Una casa dopo l’altra. Abbattute dalle inquietanti ruspe arrivate dalla nuova strada.

La Chiesa, quella no. San Maurizio è salva, con annessa la casa del cappellano e il piccolo cimitero. Bontà del Conte.

Il destino: un progetto bizzarro

Periodo nero. Molto nero. L’agricoltura è in crisi. Lavorare nei campi non rende più come prima.

A Olginate stanno aprendo delle fabbriche. Lì il lavoro c’è e anche i soldi.

Bisogna fare una scelta. Andare in città o rimanere qui. Il Conte vuole costruire  alberghi e ristoranti.

La gente arriva. E la gente mangia. Si, mangia i prodotti della mia terra.

I giovani se ne vanno, sono nell’età della speranza e l’insorgere delle industrie  regala desideri e ambizioni.

Io resto, non ho più la mia casa. Abito in una prefabbricato del Cantiere Bagno.

A Consonno, chi ha deciso di restare si è dovuto adattare.

Il Conte è un uomo strano, non ha un progetto. Oggi si sveglia con un’idea. Domani non gli piace più.

Ha messo esplosivi sulla collina e l’ha spianata. Ora da qui si vede anche il Monte Resegone.

Gli è venuto in mente di costruire un edificio con tanti  negozi. Un lungo corridoio commerciale.

Con degli appartamenti al piano superiore. Tutto in stile arabo. Qui, vicino a Lecco.

Un’altra idea, la “Las Vegas brianzola”

Sorge il sole, il Conte si sveglia. Non da solo ma in compagnia di nuove idee.

Una bella pista da ballo. Una pagoda cinese. Una sfinge egiziana.

Una fontana che si illumina con i colori dell’arcobaleno. Un campo da tennis.

Delle sale da gioco, un cannone, il campo da calcio e delle statue medievali in posizione di sentinella, per dare il benvenuto.

Un minigolf, una pista di pattinaggio, uno zoo di quelli grandi, un campo per la pallacanestro. Certo, anche uno per le bocce.

Si potrebbe fare anche un circuito automobilistico, molto panoramico. Il più bello d’Europa.

Ogni giorno il sole sveglia il Conte, ogni giorno con mille idee, ogni giorno una nuova Consonno.

Siamo negli anni Settanta, non tutte le idee dell’Imprenditore Bagno sono state realizzate. Ma molte si.

Un cartello sulla nuova strada annuncia: “ A Consonno è sempre festa”. Ed è così.

E’ la Las Vegas Brianzola, in cui cantanti famosi si esibiscono tra la le colonne doriche e la pagoda cinese

ad un pubblico che vuole ballare, sfidare la sorte al gioco e magari trascorrere una notte d’amore all’Hotel Plaza.

Le conseguenze, la naturale vendetta

La candela che brucia con il doppio della sua intensità arde per metà tempo.

Così la nuova Las Vegas vive ogni momento, ogni minuto, ogni notte. Senza sosta.

Fino a quando l’entusiasmo per quella che è una novità svanisce. Le luci si spengono, il sipario si chiude. Torna il silenzio.

A risvegliarsi è la natura: rivuole quello che le è stato brutalmente sottratto.

E’ autunno, anno 1976,  l’atmosfera è già triste e il tempo non aiuta. Piove, piove spesso, di continuo.

L’acqua arriva a terra e scivola lentamente dove gli pare. Non ci sono più radici e arbusti ad ostacolare il suo percorso.

Si muove libera da ogni vincolo trascinando con sé ciò che trova: sassi, terra, pietrisco, fango, asfalto.

La sua corsa è impetuosa.  Devastante il suo arrivo sulla nuova strada.

La strada che ha permesso alle ruspe di raggiungere il piccolo borgo contadino.

La frana ha provocato grossi danni, la via per la “città dei balocchi” è bloccata. E’ la fine.

Non per il Conte Bagno che rilancia i dadi scommettendo su un’altra delle sue idee.

Con la collaborazione del Frate Alberto Bosisio, negli anni Ottanta, ripristinato il passaggio,

l’Hotel Plaza si trasforma in Casa di Cura per anziani.

La festa, senza rispetto

Nel giugno 2007 la Casa di Cura si trasferisce altrove.

Consonno vede andare via gli anziani ospiti.

Il vuoto. Il nulla.

Solo per pochi giorni.

Si sentono rumori, voci, confusione. Ragazzi. Stanno arrivando. A decine. A piccoli gruppi. Poco alla volta.

Ora sono tanti, centinaia. Troppi. La musica è alta. Assordante. Chiedono se è qui che fanno il Rave Party.

Lo chiamano Summer Alliance. Dicono che vogliono ballare. Intanto distruggono e devastano tutto.

L’aspettativa, un lancio di dadi

La follia dell’avidità umana può radere al suolo un intero paese. I suoi resti cadere nelle mani di vandali irrispettosi.

Ma niente può spegnere lo spirito della persone che a Consonno hanno abitato. Nel piccolo borgo. Dove sono nate.

E in cui sono nati anche i loro genitori.

Siamo nel 2013, Consonno appartiene alla Immobilare Brianzola, i cui soci sono i figli del Conte Mario Bagno, deceduto ormai da 18 anni.

L’Associazione Amici di Consonno, manifesta la volontà di prendersene cura. La sorveglia, le fa compagnia gestendo, nei mesi estivi,

il Bar La Spinada:  l’ex tavola calda. Organizza feste tradizionali, quelle belle, di paese. La difende da eventuali altri inopportuni visitatori.

Consonno è lì, come ferma nel tempo, ad aspettare che qualcuno rilanci i dadi della sua sorte.

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