Drop Photography


Drop Photography o Liquid Art

La Drop Photography è una sezione della Fotografia ad Alta Velocità (high speed photography).
Questa tecnica offre la possibilità di trasformare il non-visibile ed effimero in visibile ed eterno.
Occorre molta pazienza in un processo che implica errori e tentativi, aggiustamenti poi modifiche e ancora tentativi.
Con l’Esperienza si arriva ad avere un controllo sempre maggiore sugli elementi in gioco.
La Drop Photography mi sta dando grandi soddisfazioni, permettendomi di creare delle delle vere e proprie sculture liquide.
Le quali nascono e muoiono in millesimi di secondo, ma vivranno per sempre grazie alla Fotografia ad Alta Velocità. 

E’ possibile provare ad effettuare qualche scatto utilizzando poca strumentazione di base: una reflex, un treppiedi e una fonte che generi le gocce. Ad esempio un rubinetto di casa. Quando però ho deciso di compiere un passo in più, per ottenere immagini più nitide e forme diverse, è iniziata la vera sfida. Occorre impegno, pazienza, tempo, conoscenze e anche strumentazione. Grazie all’incoraggiamento dell’amico fotografo Giovanni Villani (https://www.gruppofisheye.it/giovanni-villani/), la cui passione è “infilarsi a capofitto” negli aspetti tecnici della fotografia, ho iniziato a darmi delle risposte sul “come fare”. 

La strada in realtà è ancora molto lunga e anche infinita. 

Le combinazioni degli elementi con cui si compongono queste volatili sculture d’acqua, lasciano spazio infinito alla creatività. La Drop Photography è una straordinaria inesauribile fonte di possibilità. 
Puoi far cadere una goccia. Puoi fare in modo che due gocce si scontrino in un punto esatto. Puoi aggiungerne una terza.
Puoi usare liquidi di densità diversa e differenti dimensioni. Puoi giocare con l’altezza, la velocità, e il tempo della caduta. Puoi utilizzare coloranti o addensanti.
Puoi far cadere la goccia in un uovo o dentro una bottiglia.

Torniamo al “Come fare”.
Incuriositi e affascinati dagli scatti di un esperto del settore di nome Daniel Nimmervoll (https://www.nimmervoll.org/), insieme a Giovanni, abbiamo affrontato una problematica alla volta.
Prima di tutto bisogna sincronizzare la caduta della goccia con il momento di scatto della Reflex. Esistono in commercio diversi Kit dotati di sensore ed elettrovalvola, con i quali è possibile sincronizzare anche il Flash. E’ consigliabile partire determinando il punto esatto della caduta di una goccia singola, in modo da regolare la corretta messa a fuoco.
Si procederà nello studio delle luci: in questa tecnica l’uso del Flash è fondamentale. Utilizzare più Flash, per illuminare il soggetto da diverse angolazioni, restituisce risultati decisamente gradevoli.
Quando facciamo cadere una goccia in un altro liquido si forma un cratere, poi una corona ed infine un pilastro.
Se facciamo cadere una seconda goccia mentre è presente il pilastro della prima, dallo scontro si otterranno delle forme simili a ombrellini o a funghi.
Non resta che sperimentare modificando la posizione dei Flash, la densità dei liquidi, le superfici sui quali versarli, sugli sfondi e sui colori.
Le foto presenti in questa pagina sono il risultato della caduta di una goccia singola o dello scontro di due gocce.
La mia prossima sfida personale nel mondo della Drop Photography sarà far entrare in scena la terza gocciolina.