Girasole

FOTOGRAFANDO IL GIRASOLE

 

La leggenda del girasole:
Clizia era una giovane ninfa innamorata del dio del Sole, ogni giorno lo seguiva con lo sguardo mentre guidava il carro di fuoco.
Apollo lusingato da tanto amore dapprima cedette alla ragazza, ma dopo averla sedotta, l’abbandonò e la trasformò in girasole.

Risulta davvero interessante fotografare un campo di girasoli. Puoi rimanere affascinato dal loro insieme e decidere di raccontare, in uno scatto, il fascino di un piccolo esercito di individui, ordinato e rivolto nella stessa direzione. Oppure scegliere un soggetto, un esemplare unico, che possa diventare il protagonista indiscusso della tua foto.
Osservalo e chiediti cosa ti attrae maggiormente: la linea, la geometria, il colore. Poni in evidenza quell’aspetto e otterrai la foto che ti appagherà.

Per ottenere inquadrature ampie è consigliato l’utilizzo di un grandangolo. Se invece volete isolare un soggetto è preferibile un teleobiettivo.
Il girasole si presta anche per primi piani e macrofotografia. Interessante è anche cambiare di continuo il punto di ripresa: dal basso includendo una porzione del cielo,
frontale per focalizzare la sua bellezza intrinseca, dall’alto per evidenziare il giallo di un campo nella sua totalità.
Come in tutte le fotografie la luce ha la sua importanza, io ho preferito scattare nelle ore precedenti al tramonto, in cui la luce è soffusa e dorata e ben si presta ad illuminare il girasole.

Ovviamente meno luce significa allungare i tempi, quindi consigliato l’uso del cavalletto!

RICONOSCIMENTI

La foto “Luci e Ombre tra gli alberi” è stata scelta da Luca Bidoli come copertina del suo romanzo “Il silenzio, il buio e le colline” Edizioni Segno. 

 

 

La foto “Patologia” ha vinto la  sfida fotografica con tema “La decadenza – luoghi abbandonati”  sul forum  FotoComeFare.com

 

 

Le seguenti foto sono state esposte all’interno della mostra “Scarpe nel mirino”, ideata dal gruppo fotografico Fisheye di Lurago Marinone (CO)  in occasione della Prima Festa della Fotografia tenutasi al Parco di Veniano (CO).

 

 

Il ritratto di Slash, eseguto a matita, è stato scelto come “Ritratto del giorno” (18/07/18) sul sito www. starsportrait.com

 

 

 

Macrofotografia

 

 

 

La macrofotografia permette di scoprire un mondo completamente nuovo di forme, colori e creature affascinanti e dettagli che normalmente non sono visibili a occhio nudo.
Il modo più efficece per ottenere delle foto interessanti nel mondo macro è quello di utilizzare un ottica con rapporto 1:1. Costruita per fornire una nitidezza elevatissima e distanze molto ridotte.
Se il vostro intento e’ quello di fotografare a distanza ravvicinata oggetti inanimati potete utilizzare obiettivi con distanza focale ridotti, ad eesmpio un 50mm o un 90mm. Il vantaggio di avere una focale maggiore risulta determinante nel momento in cui volete fotgrafare un insetto, una farfalla, una libellula ecc. Soggetti che solitamente non apprezzano la vicinanza di un umano.
Nella macrofotografia a profondità di campo è una delle difficoltà principali . Sono necessari diaframmi relativamente chiusi per avere abbastanza profondità, ma se il diaframma è troppo chiuso la foto peggiora a causa del tempo di scatto lento, sfondo poco piacevole e diffrazione.
Ovviamente allungando i tempi di scatto entra in gioco l’uso del treppiede. Per evitare vibrazioni dovute allo scatto stesso è preferibile utilizzare un telecomando o l’autoscatto. Inoltre è utile per questo genere di fotografie effettuare gli scatti nelle prime ore del mattino, all’alba, in cui la luce è soffusa e morbida e i soggetti sono non sono ancora molto attivi. Più sono lenti o quasi immobili più tempo avrete per comporre la vostra immagine, mettere a fuoco, impostare la macchina.

Personalmente credo che per raggiungere alti livelli in macrofotografia è una grande prova di pazienza, oltre che ad un elevato impegno economico.

Probabilmente con gli strumenti che ho a disposizione non raggiungerò mai livelli ottimali.  Utilizzo una Canon Entry Level e un obiettivo Tamron 90mm. Devo scendere a compromessi tra diaframma, iso, focale e tempi. Sicuramente non raggiungo una qualità di dettagli e nitidezza elevatissimi.  Però mi diverto e sono soddisfatta di quello che riesco ad ottenere con gli strumenti che possiedo.  In più passo il tempo all’aria aperta e scopro nomi e curiosità che, se non fosse per la macrofotografia, probabilmente non mi avrebbero appassionato tanto.